03-02-2018

Intervista tratta da Politica in Penisola

“L’Italia sul Baratro” è il titolo del Diario Politico con cui Raffaele Lauro commenta per i lettori Politica in Penisola i fatti della politica italiana alle prese con le elezioni del 4 marzo 2018. Per due mesi, febbraio e marzo 2018, questo diario politico sulla campagna elettorale in corso e sui risultati delle elezioni del 4 marzo sarà curato da Lauro, scrittore, saggista, giornalista-pubblicista e già prefetto e senatore della XVI legislatura. L’abbiamo intervistato su questo inatteso passaggio dalla politica attiva a un ruolo di commentatore della politica nazionale.
D: La mancata candidatura l’ha spinta a cambiar mestiere? Anche il PD l’ha delusa?
R: Come ho anticipatamente dichiarato mesi or sono, in tempi non sospetti, non ho mai nutrito l’aspirazione a ricandidarmi nel nostro collegio peninsulare, o in Campania, manifestando, altresì, scetticismo su una possibile candidatura di partito, alle mie condizioni, in altra regione. Nessuna delusione, quindi, semplice realismo politico. Presa d’atto. Per quanto riguarda il “nuovo” mestiere, rammento il mio passato di saggista politico e di giornalista pubblicista, iscritto all’ordine del Lazio.

D: Lei è stato direttore responsabile di una prestigiosa rivista scientifica, di rango internazionale, “Poste e Telecomunicazioni” ed ha collaborato, sempre sul tema delle nuove tecnologie, con due quotidiani nazionali?
R: Esatto. Il mio rappresenta un ritorno alle origini, anche se, oggi, questa scelta sarà circoscritta esclusivamente al teatro della politica nazionale.

D: Non dedicherà alcuna attenzione alla politica peninsulare e alle singole amministrazioni comunali?
R: Lo escludo, in quanto le mie analisi saranno applicabili anche alla realtà locale. La nostra penisola non sfugge al limiti e alle problematiche della politica nazionale.

D: Perché ha voluto intitolare il suo diario politico con un’espressione poco congeniale al suo tradizionale ottimismo: L’Italia sul baratro? Non le sembra eccessivo?
R: Affatto. Il mio non è pessimismo di maniera, ma valutazione realistica dell’attuale scenario politico italiano e dell’orizzonte prossimo venturo, pieno di incognite e di rischi, specie per i giovani. Ne spiego le ragioni nel primo intervento che pubblicate oggi. Invito i vostri lettori a leggerlo.

D: L’obiettivo di questo nuovo impegno? A proposito non si era ripromesso un anno sabbatico. È già finito?

R: L’obiettivo di sempre: servire, su un fronte diverso, ma fondamentale, come l’informazione, la nostra malconcia democrazia. Smascherare le illusioni create da una classe politica inadeguata e aprire gli occhi dei giovani ad una maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono. L’anno sabbatico riguardava e riguarda l’attività narrativa, non la politica, attiva o meno. Il mio nuovo romanzo, infatti, non vedrà la luce prima del 2019.

D: Accetterà un confronto sui temi trattati, che non mancheranno di suscitare interesse, consensi, critiche e polemiche?
R: Certamente, ma non subito, piuttosto alla fine di questo percorso, quando raccoglierò in una pubblicazione l’intero diario politico di questi due mesi. Non voglio impelagarmi in polemiche strumentali e pretestuose. Non voglio distrarmi. Quando presenterò la pubblicazione, a livello nazionale e locale, sarò a disposizione per ogni tipo di confronto.

Le auguriamo buon lavoro! (Red. PinP)