11/05/2026

Per la prima volta il Sen. Raffaele Lauro si esprime pubblicamente sulle due più eclatanti vicende che hanno scandito la storia politico-amministrativa sorrentina e peninsulare: il caso giudiziario che ha determinato il commissariamento del Comune di Sorrento e il fallimento del progetto del nuovo ospedale a Sant’Agnello. Un giudizio severo, che non lascia spazio a malintesi e soprattutto condanna senza appello tutti i protagonisti di una “mala-politica” che ha gravemente nuociuto agli interessi generali dei cittadini.

 ROMA – “Egregio Direttore, caro Vincenzo, il Tuo implacabile commento sullo storico misfatto, che porterà, tra giorni, alla revoca del finanziamento di 100 milioni di euro per la realizzazione dell’Ospedale Unico della Penisola Sorrentina risulta condivisibile al 100%! Un atto di accusa, il Tuo, come sempre documentato e inoppugnabile, con l’elenco nominale dei responsabili diretti, gli amministrativi, i tecnici, i politici e gli stessi istituti sanitari, nonché i responsabili indiretti, gli ipocriti, i silenti, i commentatori d’accatto e i giornalisti da operetta, di questo gravissimo e irrecuperabile tradimento, ai danni della salute dei cittadini della costiera e dei turisti. Un’iniziativa meritoria di esclusivo interesse generale, per la quale ho recato il mio contributo, con impegno, insieme con altri coraggiosi, sia da prefetto che da senatore della Repubblica. Questa sconfitta della ragione e del bene pubblico mi amareggia profondamente e mi addolora! E non reca – hai fatto bene a sottolinearlo! – minor disdoro, minor vergogna, minor repulsione e minor pregiudizio per il futuro civile della nostra comunità dei ladrocini perpetrati, tra colpevoli silenzi, omertà amministrative e sotterranee collusioni criminali, a Sorrento e dintorni, che hanno infangato il nome e il prestigio della nostra città. La magistratura farà giustizia dei colpevoli dei ladrocini, ma chi farà giustizia dei colpevoli del grande misfatto sanitario? Egregio Direttore, caro Vincenzo, ecco perché dovremmo documentare, a tempo debito e a futura memoria, in una pubblicazione, “le due infamie parallele”, affinché le nuove generazioni non dimentichino gli autori di queste malefatte e i danni prodotti.

Tramonta il sogno di un ospedale moderno al servizio della Penisola Sorrentina... Sono troppe le responsabilita'!

Il 18 gennaio scorso abbiamo scritto dell’incombente rischio di perdita del finanziamento di circa 100 mln di euro per la realizzazione dell‘Ospedale Unico a Sant’Agnello e oggi, quando è trapelata la notizia che la Giunta Regionale della Campania presieduta da Roberto Fico si appresta (giovedì 14 maggio) a formalizzare la revoca del finanziamento c’è chi si sveglia e commenta la vicenda senza mai essersene occupato. Peggio ancora chi, dopo aver concorso ad affossare il progetto nel consiglio comunale di Sant’Agnello, oggi si candida a sindaco di Sorrento. Insomma, letteralmente una presa di fondelli da parte di tutti quanti hanno preferito il silenzio alla protesta avallando ragionamenti privi di sostanza come l’ipotesi della ricerca di un sito alternativo a quello originariamente individuato – la sede dell’attuale distretto 59 – che non si è mai concretizzato in una sola proposta concreta e fattibile.

Il sindaco Antonino Coppola è stato l’artefice principale di questo disastro per la sanità ospedaliera peninsulare: su questo non ci sono dubbi e per questo ha scelto di iscrivere il proprio nome nell’archivio storico di chi ha causato i maggiori disastri ai  danni della Penisola Sorrentina che, attenzione, non sono soltanto quelli di chi, approfittando della carica pubblica ricoperta, ha lucrato sul denaro pubblico! Privare la Penisola intera di una ospedale moderno e rispondente alle esigenze di residenti e turisti è un “delitto” imperdonabile, qualunque sono state le ragioni che l’hanno motivato.

Su questo argomento il neo candidato sindaco a Sorrento, l’avvocato Corrado Fattorusso, ha altrettante responsabilità essendo stato con Coppola uno dei principali artefici del fallimento di questo progetto come la storia amminsitrativa che ha portato alla bocciatura dell’opera dimostra. Su come possa preoccuparsi di sanità pubblica, se venisse eletto sindaco di Sorrento, è legittimo nutrire perplessità, ci sia consentito! Sul fronte opposto Ferdinando Pinto ha così commentato la notizia: “Ogni giorno incontriamo cittadini preoccupati per la sanità sorrentina. Porteremo avanti questa battaglia: investire sul nostro Ospedale, agevolare il personale sanitario e aiutarli a essere medici a #Sorrento. Dall’altra parte invece non pronunciano la parola sanità, perché responsabili della perdita dei fondi regionali per l’Ospedale Unico. Toccherà a noi recuperare e rafforzare il rapporto con la Regione Campania, per reperire fondi alternativi e difendere il diritto alla salute dei sorrentini e delle sorrentine“.

Parole di circostanza perchè personalmente e la parte politica che lo sostiene, il PD, non hanno mosso un dito per scongiurare questa eventualità assecondando, inspiegabilmente, la scelta del sindaco Coppola che, perlomeno, è stato sin dall’inizio del suo mandato dichiaratamente contrario al progetto e ha fatto di tutto per osteggiarlo! Oggi piangere sul latte versarto serve a ben poco: i fondi si sono perduti e non saranno mai più recuperabili perchè erano destinati a una nuova edilizia ospedaliera, non ad altro. Quello che ci raccontano sono soltanto chiacchiere utili a gettare il solito fumo negli occhi di una comunità che dalla sua ha anche la colpa di non aver saputo o voluto rivendicare il proprio diritto a veder realizzata quest’opera di vitale importanza per l’intero distretto peninsulare. Un disastro che non assolve neanche l’Asl Napoli 3 Sud che, al di là delle contestazioni legali formalizzate – che fine faranno a questo punto –  più per obbligo che per convinzione, non ha mai assunto una posizione pubblica sull’argomento lasciando che Coppola e la sua maggioranza, anche in palese conflitto di interessi, affossassero il progetto. Su questo tema sono davvero pochi i titolati a intervenire, anche tra i giornalisti e i commentatori social: perchè solo chi non sa leggere quanto è accaduto e si è registrato, non comprenderebbe come negare la prospettiva di un nuovo ospedale è stato il frutto di una grande e trasversale congiura dovuta all’incrocio di molteplici interessi che, certamente, non sono quelli dei cittadini-utenti della sanità. A volte anche i silenzi – e ce ne sono stati troppi –  pesano e sono complici di misfatti!


Scarica la notizia in pdf