Il nuovo romanzo di Raffaele Lauro (www.raffaelelauro.it), dedicato a Greta Garbo, come donna e non come diva hollywoodiana, uscirà nell’estate 2020, per la Golden Gate Edizioni.

LA TRAMA DELL’OPERA

Nel 1942, a soli trentasei anni, nel fulgore della sua bellezza fisica, della maturità artistica e del successo mondiale dei film, da lei interpretati, anche dopo l’avvento del sonoro, la Divina “per eccellenza”, Greta Garbo, si ritira improvvisamente e definitivamente dai set cinematografici di Hollywood. Non tradirà mai, fino alla morte (1990), a ottantacinque anni, l’opzione per la riservatezza, rifiutando nuove proposte anche da parte di grandi registi e rifuggendo per sempre i riflettori. Nessun biografo, dei tanti, tuttavia, è riuscito a espugnare le ragioni profonde, psicologiche, caratteriali, morali e ambientali, di una scelta, così radicale e senza rimpianti. Il Mistero Garbo. Ci prova lo scrittore Raffaele Lauro, indagando sul vissuto quotidiano della ex-diva, nell’appartamento di New York, tra le tele di Renoir, o nella dimora svedese, immersa nella natura; sulle amicizie intime, maschili e particolarmente femminili, foriere anche di scandali; sulle pratiche filosofiche orientali e, infine, sulle frequenti presenze, come ospite, in residenze nobiliari, su panfili miliardari o in dimore amene, come a Taormina, quasi sempre marine, vissute, queste ultime, in totale anonimato. Il lettore scopre, piano piano, L’altra Greta, la vera Greta, che ritorna alle origini, all’infanzia, alle pulsioni represse, alle malinconiche depressioni e all’amore per la solitudine, un amore mai tradito o svenduto in cambio di ipocrite operazioni coniugali di facciata. Una scelta di libertà, alla quale la Garbo non rinunzierà mai, pena rinunziare a se stessa. Così lo scrittore riesce a tessere, tramite la vicenda interiore di Greta, la sua tela autobiografica, il suo elogio. “L’elogio della solitudine”, inteso come suprema consapevolezza del proprio limite, di fronte all’Assoluto.