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RAFFAELE LAURO

Questo sito illustra gli elementi biografici essenziali di Raffaele Lauro, riferiti, in particolare, alla formazione culturale, all’attività di docente, di saggista, di pubblicista, di regista, di amministratore locale, di rappresentante delle istituzioni e di politico. 

Raccoglie, inoltre, in maniera più diffusa e documentata, con un'ampia rassegna stampa, l’opera narrativa dello scrittore, a partire dall’esordio, nel 1987, con il romanzo “Roma a due piazze”, Premio Chianciano di Narrativa Opera Prima 1987, fino all'ultimo romanzo, pubblicato nell’aprile 2019, “L’Universo delle Fragranze - L’epopea artistica di un maestro profumiere: Maurizio Cerizza”: un affresco straordinario di un mondo raffinato, colto, affascinante, misterioso e finora misconosciuto, con le sue magie, i suoi riti e i suoi segreti. Un mondo sospeso tra natura e creatività artistica, tra vita dello Spirito e tirannia commerciale.  Quest’ultima opera è stata presentata, in anteprima nazionale, a Milano, nell’ambito della Fiera Mondiale della Profumeria Artistica e di Ricerca (“Esxence 2019”, aprile 2019), a Sorrento (Palazzo Municipale, maggio 2019) e a Roma (Senato della Repubblica, Palazzo della Minerva, giugno 2019).  

L’intera opera narrativa è composta, ad oggi, da sedici romanzi, pubblicati tra 1987 e il 2019, sulla quale uscirà, nel febbraio 2020,  un saggio del critico letterario, Patrizia Danzè,  dal titolo “L’UNIVERSO AMORE”, che ricostruirà il percorso creativo dello scrittore e la sua visione del mondo. Gli è stato conferito, nel settembre 2019, alla carriera, per la narrativa, il “Premio Penisola Sorrentina - Arturo Esposito” 2019.

Attualmente, Lauro è impegnato nella scrittura di un romanzo biografico sull’attrice Greta Garbo, la Divina, il mito cinematografico degli anni venti e trenta, dopo l’abbandono, nel 1942,  dell’attività artistica e fino alla sua scomparsa, nel 1990. 

L’opera  si intitolerà, “IL MISTERO GARBO. L’ALTRA GRETA. L’elogio della solitudine” (1942 - 1990), e uscirà nell’estate 2020. Nel 1942, a soli trentasei anni, nel fulgore della bellezza fisica, della maturità artistica e del successo mondiale dei film, da Lei interpretati, anche dopo l’avvento del sonoro, la Divina “per eccellenza”, Greta Garbo, si ritira improvvisamente e definitivamente dai set cinematografici di Hollywood. Non tradirà mai, fino alla morte (1990), a ottantacinque anni, l’opzione per la riservatezza, rifiutando nuove proposte e rifuggendo per sempre i riflettori. Nessun biografo, dei tanti, è riuscito a espugnare le ragioni profonde,  psicologiche, caratteriali, morali e ambientali,  di una preferenza, così radicale e senza rimpianti. Il “Mistero Garbo”. Ci prova Lauro, indagando sul vissuto quotidiano della ex-diva, nell’appartamento di New York, tra le tele di Renoir, o nella dimora svedese,  immersa nella natura; sulle amicizie intime, maschili e particolarmente femminili, foriere di scandali; sulle pratiche filosofiche orientali e, infine, sulle frequenti presenze, come ospite, in residenze nobiliari,  su panfili miliardari o in dimore amene, quasi sempre marine, vissute, queste ultime, in totale anonimato. Il lettore scopre, piano piano,  “L’altra Greta”, la vera Greta,  che ritorna alle origini, all’infanzia, alle pulsioni represse, alle malinconiche depressioni e all’amore per la solitudine, un amore mai tradito o svenduto in cambio di ipocrite operazioni coniugali di facciata. Una scelta di libertà, alla quale non si può rinunziare, pena rinunziare a se stessi. Così lo scrittore riesce a tessere, tramite la vicenda umana di Greta, la sua tela autobiografica, il suo elogio. “L’elogio della solitudine”, inteso come suprema consapevolezza del proprio limite, di fronte all’Assoluto.

Ritratto di Raffaele Lauro. A.Pincherle, Firenze, 1991

Raffaele Lauro, 2017

Raffaele Lauro (Roma, Senato, 27/06/2019)

Greta Garbo a Roma (Aeroporto di Ciampino, 1962 - Foto: Carlo Riccardi - Archivio Riccardi)

Greta Garbo

Greta Garbo (1980)

Roma Teatro Eliseo. Scotti consegna a Lauro il premio alla carriera per la narrativa (9/10)

"Non preoccuparti. Hai sempre scritto e scriverai ancora. Non devi far altro che scrivere una frase sincera. Scrivi la frase più sincera che sai" (Festa mobile, 1964)