Sorrento The Romance

La Copertina del romanzo

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SIGNIFICATO DELL’OPERA

Sullo scenario storico del XVI secolo, insanguinato, in Europa, dalle guerre di religione e dallo scontro, nel Mediterraneo, tra Cristianesimo e Islam, con epicentro la battaglia navale di Lepanto (1571), si sviluppa la vicenda umana, straordinaria e tormentata, del protagonista, Marino Correale: dalla nascita, in una famiglia patrizia sorrentina, fino alla morte, nel convento benedettino di Sant’Agrippino di Sorrento. Alla ricerca inesausta della verità e di Dio, Marino attraversa eventi esaltanti e dolorosi: il tragico saccheggio turco di Massa Lubrense e di Sorrento (13 giugno 1558); la conversione all’Islam; l’ascesa, ad Istanbul, presso la corte di Solimano il Magnifico; la grande storia d’amore e il matrimonio con la nipote del sultano, la principessa Yasmin; la morte, per parto, della moglie e del figlio; la cattura, a Lepanto, ad opera degli spagnoli; la condanna alla prigione a vita della Santa Inquisizione, a Madrid; la lunga e sofferta riconciliazione con la fede cristiana; l’espiazione dei peccati, nel monastero benedettino di San Juan de la Peña, fino al rientro, molto malato e in anonimato, a Sorrento, nelle vesti di frate Antonino. La vita di Marino diventa la metafora profetica del possibile superamento, attraverso il dialogo, dei conflitti tra le religioni monoteiste, l’ebraismo, il cristianesimo e l’islamismo, purché non strumentalizzate dal potere politico. Una profezia, dal valore universale, che può illuminare, dopo le tragedie del passato, il presente e il futuro dell’umanità.

LA COPERTINA

La copertina (designer Teresa Biagioli) racconta, visivamente, attraverso i diversi elementi compositivi, l’immane tragedia, vissuta da Sorrento, con il saccheggio turco del 13 giugno 1558. È l’alba di una giornata della seconda metà del secolo XVI, apparentemente serena. Sorrento, vista dall’alto, a volo di uccello, è distesa, come una preda, indifesa e inerme, pronta ad essere ghermita, tra la marina di Capo Cervo (Marina Piccola), di proprietà dei Correale, insieme con il retrostante vallone (Vallone dei Mulini), destinata al commercio via mare, e la marina del Porto (Marina Grande), destinata ai gozzi dei pescatori. La minaccia, rappresentata dalla scimitarra ottomana, con la bandiera del sultano di Istanbul, Solimano il Magnifico, incombe. La proiezione delle ombre della scimitarra e della bandiera, nel cuore del tessuto urbano della città, accresce il pathos e il senso dell’imminente catastrofe. Lo stemma cittadino, in calce, il cui fondo rosso trasmuta in sangue, componendo la data fatale, simboleggia l’epilogo sanguinoso della giornata, con migliaia di vittime, trucidate o prese in ostaggio, trascinate sulle galee turche.

 

Video

Intervista all'Autore sul Romanzo in generale

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Intervista all'Autore sul protagonista del Romanzo, Marino Correale

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I Capitoli del Romanzo, narrati dall'Autore

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