L’Italia sul Baratro/”Rosatellum Ter” e Lega Italia

17-03-2018

Pubblicato da Politica in Penisola il 17/03/2018

La nuova polarizzazione, emersa nel nostro sistema politico, per poter diventare irreversibile, dovrà passare necessariamente attraverso una fase intermedia, dai sei mesi ad un anno, nel massimo.

Con i risultati delle elezioni politiche, tenute, l’anno scorso, negli altri paesi europei, il centro del sistema politico, ancorché malconcio, è riuscito a sopravvivere all’assalto dei partiti populisti e sovranisti, i quali, pur crescendo di molto, in consenso e in seggi parlamentari, sono rimasti confinati sulle ali estreme del sistema, senza poter accedere, pienamente, all’area governativa. La contesa al centro ha consentito, in passato, ai due poli principali, gli avversari storici di centrodestra e di centrosinistra, eredi rispettivamente delle ideologie ottocentesche (liberalpopolari, di matrice cristiana, e socialdemocratici, di matrice marxista), di alternarsi, per decenni, pur con diversa fortuna, alla guida dei rispettivi paesi. The swing of pendulum!

LA “GROSSE KOALITION” IN GERMANIA O “GROKO”

germaniaLa sopravvivenza numerica, nel 2017, di un centro, ha permesso (meglio, ha costretto) ai due poli ex-nemici di formare, al presente, dopo mesi di defatiganti trattative, comuni maggioranze parlamentari, a sostegno di governi di coalizione, come avvenuto, in Germania, in questi giorni, con la “Grosse Koalition o Groko”, a sostegno del IV Governo Merkel. Secondo gli osservatori politici tedeschi il fallimento di questa coalizione ed eventuali elezioni anticipate porterebbero ad una situazione molto prossima a quella italiana, uscita dalle urne 2018, con una disintegrazione definitiva del centro e una nuova polarizzazione tra partiti populisti e sovranisti, non più centripeta, ma centrifuga, con il superamento dei partiti tradizionali.

LA NUOVA POLARIZZAZIONE CENTRIFUGA

La nuova polarizzazione, emersa nel nostro sistema politico, per poter diventare irreversibile dovrà passare necessariamente attraverso una fase intermedia, dai sei mesi ad un anno, nel massimo, in quanto nessuna maggioranza o nessun governo potrà nascere senza la partecipazione diretta di uno dei vincitori apparenti, il M5S di Luigi Di Maio e la Lega di Matteo Salvini. Per i due leader si tratta di un’occasione storica, irripetibile, per liquidare il cosiddetto vecchio regime e far nascere quello nuovo, in nome di un cambiamento radicale, atteso dal paese, senza cedere a lusinghe o a ricatti. Ne avranno il coraggio e la determinazione? Procederanno per tappe o con una scelta di governo immediata e inequivocabile (un Governo Di Maio-Salvini)? Seconderanno le loro strategie, in questa fase convergenti, o cadranno vittime di compromessi che rischieranno di offuscare la loro immagine e di pregiudicare I loro obiettivi?

In ogni caso, per non mancare all’appuntamento che il corpo elettorale sembra aver loro assegnato:
1) non dovranno cedere le presidenze delle Camere: Senato alla Lega e Camera al M5S;
2) non dovranno lasciare “vuoto” il DEF, così come sarà presentato dal Governo Gentiloni al Parlamento;
3) non dovranno accettare alcun premier di garanzia, istituzionale o della vecchia classe politica, trasformando la loro “intesa cordiale” in una organica alleanza di governo;
4) dovranno, infine, modificare rapidamente l’attuale legge elettorale: un “Rosatellum ter” al posto del “Rosatellum bis”.

“IL ROSATELLUM TER”

La legge in vigore, nonostante le confusioni e i limiti manifestati in sede di applicazione (ancora oggi ci sono seggi non assegnati!), non potrà essere sostituita da una nuova legge organica, nel corso della XVIII legislatura. Non ci sono i tempi, le volontà e i numeri. Potrà essere, tuttavia, modificata parzialmente se i vincitori ne saranno capaci, alleandosi tra loro, su un punto determinante, il premio di maggioranza, che dovrebbe passare dalla coalizione vincente al partito vincente. I principali avversari sarebbero Berlusconi e il PD, oltre ai cespugli. Cioè il mondo politico di ieri? Il PD impiegherà molto tempo per uscire dall’attuale stato di confusione e di impotenza, mentre i cespugli saranno del tutto ininfluenti.

lega-italiaLEGA ITALIA

Quanto a Silvio Berlusconi, spetterà a Salvini convincerlo a creare un partito unico o una federazione, che si presenti unitariamente, con nome di Lega Italia, per poter competere, con i Cinque Stelle, nelle nuove elezioni 2018 o 2019, per il premio di maggioranza. Un nuovo bipolarismo centrifugo, populista, sovranista e senza più residui ideologici di destra o di sinistra. Anche senza contare l’apporto di Fratelli d’Italia, la somma delle percentuali della Lega con quelle di Forza Italia, metterebbe i due competitori alla pari, ai nastri di partenza. Berlusconi non accetterà mai e scatenerà l’artiglieria televisiva contro Salvini? Preferirà lasciarsi prosciugare lentamente o subdolamente da Salvini il suo residuo bacino elettorale piuttosto che cedere o tratterà, realisticamente, una soluzione onorevole, anche a tutela degli interessi aziendali e di famiglia? Dovrà partire dalla considerazione che, in Forza Italia, il partito pro-Salvini è più forte di quanto appaia e si ingrosserebbe, in un attimo, di fronte ad un Governo Di Maio-Salvini, attratto dall’appeal del sottogoverno e del potere.

Queste considerazioni possono sembrare astratte e futuribili, in realtà rientrano nel novero delle possibilità e, in politica, il fattore tempo gioca spesso sorprendenti imprevisti.

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