META COME GREENWICH. UNA NAVE-MUSEO PER CELEBRARE LA GLORIOSA STORIA DELLA CANTIERISTICA DI META E DELLA COSTIERA SORRENTINA. UN POTENTE ATTRATTORE CULTURALE E TURISTICO

13-09-2017

La proposta di un potente attrattore, culturale e turistico, per Meta e per la Penisola Sorrentina, sarà lanciata dallo scrittore Raffaele Lauro (www.raffaelelauro.it), venerdì pomeriggio 15 settembre, alle ore 17.00, nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Meta, nel suo discorso di ringraziamento, sul tema, “Meta, terra sacra di confine, di partenza e di ritorno”, al Sindaco, alla Giunta Municipale e al Consiglio Comunale di Meta, a conclusione della cerimonia ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria. “Sarebbe straordinario - scrive Lauro nel discorso - che un giorno, non lontano, su una piazza di Meta o sulla spiaggia di Alimuri, con i finanziamenti della Regione Campania, sui fondi europei, potesse essere ricostruito fedelmente uno dei grandi velieri storici, realizzato nei cantieri di Alimuri, da adibire a nave-museo della cantieristica navale di Meta e della Penisola Sorrentina, per gli studenti, per i cittadini e per i turisti, a somiglianza del ‘Cutty Sark Museum’, realizzato nel borgo reale di Greenwich, a Londra. Quello storico clipper dell’Ottocento, un veliero oceanico veloce, adibito al trasporto del tè, è diventato un contenitore di reperti navali (documentali, iconografici), con un percorso multimediale multilingue di straordinaria efficacia per comunicare la complessa e affascinante storia del commercio inglese dell’Ottocento. In poche parole, un attrattore di primaria importanza e un’immancabile tappa per i visitatori dell’osservatorio astronomico di Greenwich e dei Musei Navali del borgo londinese. Allo stesso modo, un’analoga realizzazione, di prestigio, a Meta, anche con l’auspicabile concorso degli altri comuni costieri e dei privati, potrebbe rappresentare una rivoluzione culturale e turistica di enorme rilievo. Diventerebbe, in tal modo, la struttura ideale per conservare la storia gloriosa della nostra cantieristica e celebrare, degnamente, le grandi famiglie armatoriali, i capitani, con i loro coraggiosi equipaggi, e intere generazioni di maestri d’ascia, di carpentieri, di segatori, di calafati, nonché di maestri di mare, che erano addetti all’assemblaggio delle manovre, e di artigiani, che furono impegnati nella produzione di vele, di cime e di botti”.

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