Rassegna Stampa: da "Il Mattino" del 27/02/2015

27-02-2015

Forse non tutti sanno che il genio di Lucio Dalla nasceva dal legame «artistico» e di sangue con la madre. Così come molti ignorano il filo sottile che lo univa a Sorrento, ben prima di «Caruso» e delle vacanze in costiera. Raffaele Lauro restituisce alla storia della musica questi aspetti inediti della vita del cantante bolognese con il libro «Caruso The song». Edito da Golden Gate, il volume sarà presentato in anteprima nazionale domani alle 16e30 nella sala consiliare del Comune, in concomitanza con il terzo anniversario della morte di Lucio. Sarà l’occasione per scoprire le sfumature meno note dell’irripetibile parabola umana e artistica di Dalla. Primo fra tutti il rapporto viscerale con la madre Iole Melotti. Fu proprio quest’ultima, apprezzata stilista, a iniziare il figlio alla musica e allo spettacolo. Per accrescere l’appeal dei capi e degli accessori che disegnava, la Melotti organizzava numeri da avanspettacolo in apertura o in chiusura di ogni sfilata. E a recitare era proprio Lucio che già si esibiva in compagnie parrocchiali e dialettali di Bologna, ma anche in piccoli teatri cittadini. E quando, d’estate, la Melotti e i suoi collaboratori si trasferivano a Manfredonia, il piccolo Dalla ripeteva i suoi numeri in spiaggia, sulla scogliera e sui balconi. Proprio sulla costa pugliese il cantante scoprì la magia del mare, elemento fondamentale della sua poetica: lo stesso mare da cui veniva il padre Giuseppe, protagonista dei primi versi di «4 marzo 1943», e che in seguito ispirò «Caruso», composta tra l’hotel Excelsior Vittoria e l’Hilton Sorrento Palace. Ma chi crede che sia stato solo questo capolavoro a suggellare l’amore tra Dalla e la costiera, si sbaglia di grosso. Il fil rouge tra il cantante e Sorrento era nato nel 1964 quando, insieme alla band dei Flippers, Dalla aveva cominciato a esibirsi nel Fauno Notte Club dei fratelli Franco e Peppino Jannuzzi. Nei successivi cinquant’anni Lucio strinse amicizia con decine di sorrentini: il ristoratore Angelo Leonelli, che per primo gli raccontò la storia di amore e morte di Enrico Caruso; il libraio Pasquale Ruocco con la madre Silvia e la sorella Teresa; l’albergatore Giovanni Russo, che gli mise a disposizione una suite dell’Hilton per completare «Caruso». E ovviamente Raffaele Lauro, che ora rende omaggio all’amico con 500 pagine frutto di quasi tre anni di ricerche: «Quest’opera scioglie un debito personale di riconoscenza e testimonia l’affinità elettiva tra me e Lucio – spiega l’autore – E soprattutto, svelando l’amore cinquantennale di Dalla per Sorrento, finora ignorato dalla pubblicistica, colma un vuoto nella sua biografia umana, intellettuale e artistica». Domani, dunque, a ricordare con Lauro la figura di Lucio Dalla saranno il sindaco Giuseppe Cuomo e un ricco parterre di giornalisti, scrittori, ex amministratori comunali e amici sorrentini dell’artista bolognese. Prima della cerimonia sarà inaugurata la mostra fotografica «Lucio Dalla e Sorrento», curata da Antonino Fattorusso. I profumieri Mario, Gino e Maurizio Limone offriranno al pubblico la nuova fragranza «Assaje», ispirata ai limoni che Dalla tanto amava. Al termine l’orchestra «Salvatore Converso», diretta dal maestro Edoardo Converso, eseguirà dieci canzoni per celebrare l’amore tra Dalla e la costiera: da «Torna a Surriento» a «L’anno che verrà» passando per «Caruso» e «Piazza Grande».

articolo di Ciriaco M. Viggiano, fonte Il Mattino del 27/02/2015

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