La narrativa di Raffaele Lauro tra la crisi pandemica del 2020 e i progetti per il 2021

27-12-2020

RAFFAELE LAURO

(WWW.RAFFAELELAURO.IT)

INTERVISTA DI FINE ANNO ALLO SCRITTORE SORRENTINO SULLA SUA ATTIVITÀ NARRATIVA IN QUESTO DIFFICILE 2020 E SULLE PROSPETTIVE 2021. IL NUOVO ROMANZO BIOGRAFICO SULLA REGINA DI NAPOLI, GIOVANNA II D’ANGIÒ-DURAZZO. UN LIBRO SCANDALO

Come da tradizione, abbiamo intervistato lo scrittore sorrentino, Raffaele Lauro, il quale non ha più bisogno di presentazioni per i nostri lettori, su come abbia vissuto quest’anno orribile e su come l’emergenza pandemica abbia inciso sulla sua attività narrativa. Va ricordato, infatti, che Lauro, nella fase dell’emergenza e nella preparazione della ripresa, ha accettato l’incarico di Segretario Generale di Unimpresa, un’associazione nazionale di micro, piccole e medie imprese, e si é impegnato, in prima linea, quotidianamente, in questi sei mesi, in una battaglia per la tutela e la salvaguardia delle PMI, messe in crisi dagli effetti della pandemia covid-19. Nonostante il non lieve impegno, tuttavia, la sua passione narrativa ha conquistato altri traguardi: un nuovo riconoscimento, il Premio “Caravella Tricolore“, sezione Musica, per il romanzo su “Lucio Dalla e Sorrento“, con riferimento al capolavoro di Dalla, “Caruso“; la pubblicazione, in questi ultimi giorni, già rinviata, del saggio critico di Patrizia Danzè sulla sua intera opera narrativa, dal titolo “L’UNIVERSO AMORE“.

D.: PRIMA DI AFFRONTARE, COME IN PASSATO, IL TEMA DELLA SUA ATTIVITÁ NARRATIVA IN QUESTO ANNUS HORRIBILIS, I NOSTRI LETTORI SARANNO CURIOSI DI SAPERE COME HA VISSUTO QUESTI MESI DI AUTORECLUSIONE E DI DISTANZIAMENTO SOCIALE. DI COSA HA PIÙ SOFFERTO, COME PERSONA E COME SCRITTORE?

R.
: Nei primi sei mesi dell’anno ho seguito, quotidianamente, l’esplosione della pandemia e i tentativi di contenimento della stessa, nonché il conseguente dilagare della crisi economica. Dei miei interventi, ho dato testimonianza nell’ebook “IO ACCUSO“. Da luglio, poi, ho deciso di accettare l’incarico di segretario generale di Unimpresa, un compito molto impegnativo. Ho giudicato mio dovere scendere in campo a tutela del tessuto più prezioso del sistema economico e produttivo nazionale, le PMI, orgoglio del Made in Italy. Sul piano personale, direi esistenziale, ho condiviso i sentimenti collettivi di ansia, di timore e di preoccupazione per il nostro paese, specie per le nuove generazioni, senza mai abbandonare, comunque, da persona fiduciosa nei progressi della scienza e nella forza della fede, un realistico ottimismo sul superamento di questa tragedia mondiale, purtroppo ancora in atto. Mi ha reso insonne un’antica angoscia, provata fin da bambino e riemersa dal profondo: la malattia e la fame delle persone più fragili e indifese, dagli anziani ai bambini, dai diseredati a quelli che Papa Francesco chiama gli “scarti” della società. Gli abbandonati da tutti, nonché le migliaia di vittime inermi, delle quali abbiamo ormai il record mondiale, in rapporto alla popolazione! Questa epidemia ci costringerà a cambiare radicalmente, come comunità umana e come singoli, nelle scelte politiche ed economiche, nonché in quelle individuali, nei nostri stessi stili di vita. Dobbiamo scegliere una nuova scala di valori, le priorità della vita. Questa rivoluzione, comunque, impatterà, in modo naturale, sull’attività narrativa, che riflette, come in uno specchio, i continui cambiamenti della realtà storica. D’altro canto, si tratta degli stessi temi futuribili, ambientati nel XXI secolo, che ho narrato nella mia trilogia della vita, dell’eros e della morte, edita alla vigilia del terzo millennio.

D.: CHE IMPATTO HA AVUTO QUESTO INSIEME DI EVENTI EMERGENZIALI SUI PROGRAMMI DA LEI ANNUNZIATI NELLA PRECEDENTE INTERVISTA DEL DICEMBRE 2019?

R.: Il rinvio obbligato della pubblicazione del saggio critico di Patrizia Danzè sulla mia opera narrativa, dal titolo “L’UNIVERSO AMORE“, al quale la giornalista culturale siciliana ha lavorato per più di un anno, nonché di tutto il programma delle presentazioni, in anteprima, a partire da Roma, Sorrento e Messina. Un rinvio forzato, appunto, che, tuttavia, le ha consentito di integrare e di perfezionare il testo delle interviste, presenti nella seconda parte del saggio, che mi ha fatto su ciascun romanzo. Interviste utilissime al lettore per conoscere appieno, di ciascun romanzo, le fonti di ispirazione, le ricerche storiche o biografiche sui protagonisti, il mio universo dei valori, le mie passioni, i miei sentimenti, le mie rimozioni e, in particolare, le mie cadute e i miei limiti. Delle vere sedute di psicanalisi. Una weltanschauung riconducibile, per la Danzè, ad un sentimento di amore universale che ispira, alimenta e sostanzia la mia opera narrativa. Non appena completata questa revisione suppletiva, abbiamo deciso, di comune intesa, ad inizio dicembre, di dare il “si stampi” alla casa editrice e di presentare il saggio a Roma, in Senato, a Palazzo della Minerva, venerdì 12 febbraio 2021, in coincidenza con il mio 77° genetliaco. Una sfida dettata da un condiviso ottimismo, una speranza, un auspicio di superamento di questo travagliato periodo. Lo presenteranno il direttore di RAI Vaticano Massimo Milone, il regista e scrittore Fabrizio Catalano, l’autrice Giovanna Patrizia Brunitto, l’executive director Patrizia Navarroli e una illustre autorità accademica, il filologo Michele Napolitano. Sono lusingato e grato a Patrizia Danzè per questa attenzione nei miei confronti, per le sue acute riflessioni e, persino, per l’elegante veste editoriale, curata, come sempre, da Teresa Biagioli. Assolutamente splendida. Anche il mio poderoso romanzo biografico su Greta Garbo, “IL MISTERO GARBO. L’ALTRA GRETA. L’ELOGIO DELLA SOLITUDINE“, ha subito la stessa sorte, il rinvio e una radicale riscrittura. Quest’ultima tutta in chiave psicologica, influenzata dall’isolamento e dal distanziamento sociale, vissuto in questi mesi di pandemia. Una solitudine subita e non scelta, come quella della Garbo, ma con affinità esistenziali, emotive e valoriali, che ho voluto innestare nella nuova versione del romanzo.
 

D.: OLTRE AL ROMANZO SU GRETA GARBO COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE DAL SUO PROLIFICO ATTIVISMO DI SCRITTORE NEL 2021? LA BIOGRAFIA INTERIORE DI QUALCHE ALTRO PERSONAGGIO FAMOSO, LEGATO ALLA TERRA SORRENTINA?

R.: Dopo Greta, mi piacerebbe tornare ad un romanzo storico, come “Sorrento The Romance“, un romanzo riguardante una forte personalità della storia, legata a Sorrento. Una donna, una regina, una regina di Napoli, la cui vicenda politica mi ha sempre affascinato: la Regina Giovanna II, già principessa di Durazzo, sorella maggiore del Re Ladislao, ascesa al trono per la morte prematura del fratello minore, Re Ladislao, consumato dalla sfrenatezza erotica. La leggenda popolare la ricorda soltanto per i suoi incontenibili appetiti sessuali, una “virtù” di famiglia quindi, giammai per il suo acume politico nella difficile gestione di un regno disgregato, stretto da mire contrapposte, francesi e spagnole, in lotta da sola contro il potere dei baroni, contro le interferenze del papato, contro gli uomini che la circondavano, la circuivano e l’avversavano perché donna, approfittando delle sue fragilità femminili, con la segreta ambizione di sottrarle il trono. Vittima, quindi, anche Giovanna, dei pregiudizi maschilisti di cronisti e storici, che hanno sempre preferito confinare le donne al potere (l’elenco sarebbe lungo!) nel recinto delle perversioni legate al sesso, giudicate pertanto dissolute, pazze, perverse, insaziabili e avide, tra intrighi, congiure, amanti a centinaia e veleni, piuttosto che giudicarle sul piano strettamente politico. I “bagni“ come luogo della lussuria e della condotta peccaminosa. Sorrento deve molto a questa regina, perché sottrasse la nostra terra dalle grinfie, fiscalmente fameliche, di conti e di baroni, assegnandola al demanio reale. I “Bagni della Regina Giovanna”, immersi nell’incanto naturalistico della Punta del Capo, costituiscono, metaforicamente, l’eredità lasciata da Giovanna II a Sorrento. Un legame antico quello di Giovanna con Sorrento e la costiera, dove aveva voluto celebrare e festeggiare il suo primo matrimonio, dove fece costruire diverse splendide dimore, in primis quella del Capo, nelle quali si rifugiava con i suoi amanti, sfuggendo alla Corte di Napoli e respirando la sua libertà di donna.

D.: SARÀ UN ROMANZO STORICO-POLITICO O EROTICO? TIPO UNA SCENEGGIATURA PER UNA SERIE DI NETFLIX? UN LIBRO SCANDALOSO? PICCANTE?

R.: Non sarà certo un libro per educande, ma, con internet oggi a disposizione, non ci sono più educande in circolazione e chi si potrebbe più scandalizzare di una verità storica, non quella finora travisata. Gli amanti o, meglio, le passioni amorose di Giovanna d’Angiò-Durazzo furono uno strumento politico di autodifesa, un ricerca di protezione, uno scudo per sopravvivere e difendere la corona. Non lussuria fine a stessa. Da Bartolomeo Colleoni a Sergianni Caracciolo del Sole, fino a quel giovane popolano sorrentino, noto, anche alla regina e in tutto il reame, come i due citati condottieri, per la sua prestanza virile.
 

D.: PER CONCLUDERE, COME HA TRASCORSO QUESTO NATALE COSI PARTICOLARE E QUALE AUGURIO SI SENTE DI RIVOLGERE, PER IL 2021, AI NOSTRI LETTORI, CHE LA SEGUONO, E AI SUOI CONCITTADINI DELLA NOSTRA COSTIERA, ANGOSCIATI PER L’ECONOMIA TURISTICA IN CRISI?

R.: Ho la piena consapevolezza dei danni immani che questa pandemia ha provocato e provocherà ancora alle famiglie, ai lavoratori e agli imprenditori, senza contare il pregiudizio a carico delle nuove generazioni. Avverto tutte le difficoltà di una ripartenza, specie nel settore turistico, il più colpito. Ma possiamo mai arrenderci? Gettare la spugna? Dobbiamo risalire la china e recuperare il perduto, a condizione di cambiare radicalmente mentalità e approccio alla realtà, nella politica, nell’economia, nel sociale e nella nostra stessa quotidianità. Non abbiamo alternative. Anche il turismo deve fare una rivoluzione, perché non ci sono più le rendite di posizione del passato. La pandemia ha accelerato dei processi che erano già in atto, di colpo diventati irreversibili. Questo è il mio auspicio, acquisire coscienza di questi processi e agire, programmare il domani. Il fattore tempo sarà determinante! Con questo spirito, ho avvertito il bisogno di telefonare, nelle ore di festa natalizia, a tutti i sindaci della nostra penisola, da Massa Lubrense a Vico Equense, passando per Sorrento, S.Agnello, Piano e Meta. Gli amici Lorenzo, Andrea, Massimo, Piergiorgio, Vincenzo e Tito. Per incoraggiarli a proseguire il loro meritorio lavoro, preparandosi ad un impegno ancora maggiore, ormai imminente: costruire il futuro. (ViC - Politica in Penisola)

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