La trama


Lucio Dalla e Sorrento

I LUOGHI DELL’ANIMA

un docufilm scritto, narrato e diretto da Raffaele Lauro
sottotitolato in lingua inglese
(60’)


tratto dal romanzo biografico dello stesso Autore, dal titolo “Caruso The Song - Lucio Dalla e Sorrento”

Raffaele Lauro

Raffaele Lauro (Sorrento, 1944) si è diplomato in regia cinematografica presso la Nuova Università del Cinema e della Televisione (NUCT) di Roma, sotto la guida dei Maestri Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani e Florestano Vancini e, per la sceneggiatura, del Maestro Ugo Pirro. Ha diretto il cortometraggio “La pesca del lunedì”, una favola moderna di due anziani coniugi del rione Testaccio, innamorati del Tevere, e, successivamente, il lungometraggio storico, “I Ponti della Storia e della Leggenda: Ponte Sublicio, Ponte Emilio, Ponte Milvio, Ponte Fabricio, Ponte Cestio e Ponte Elio”, trasmesso, più volte, da Rai Due. Ha diretto anche due reportage televisivi d’arte: sull’opera pittorica di Carlos Cairo e sulle sculture di Marcello Mondazzi. Ritorna alla regia, nel 2015, con questo docufilm, da lui scritto e narrato, su “Lucio Dalla e Sorrento - I Luoghi dell’Anima”, tratto dal romanzo biografico dello stesso autore, “Caruso The Song - Lucio Dalla e Sorrento” (2015), secondo de “La Trilogia Sorrentina”, preceduto, nel 2013, da “Sorrento The Romance”, e che sarà seguito, nel 2016,  da “Dance The Love - Una stella a Vico Equense”. 
www.raffaelelauro.it
www.sorrentotheromance.com
www.carusothesong.com
www.carusothesong.com/docufilm/

Titoli di testa

Sia i titoli di testa che quelli di coda, creati dalla designer Teresa Biagioli, riecheggiano l’impostazione cromatica della cover del romanzo biografico: oro su sfondo blu mare, ad anticipare uno degli elementi fondanti della poetica dalliana, cioè il mare, il mare sorrentino, il cielo e le stelle (foto di Lucio Dalla nel plenilunio de Li Galli). Sullo sfondo di un antico disegno della costiera sorrentina, scorrono le parole, utilizzate dal grande artista, per definire il suo legame interiore con Sorrento e con i Sorrentini.

I. PIAZZA TASSO

Nel tripudio primaverile di un glicine sorrentino, lo spettatore, a volo d’uccello, plana sul primo dei luoghi dell’anima di Lucio Dalla: Piazza Tasso. Le parole di “Serenata a Surriento” (1907) del poeta sorrentino Aniello Califano (1870-1919), musicate da Salvatore Gambardella e cantante dal tenore Tito Schipa, esaltano la potenza evocativa del luogo. Interni Bar Syrenuse. Su un tavolo un libro e un cappello bianco (la famosa “paglietta Dalla”, filo conduttore delle cinque location), annunciano subito il grande artista. Il narratore inizia il racconto del vincolo di Lucio Dalla con Piazza Tasso. Piazza Tasso è il palcoscenico, dove è nato il rapporto di Dalla con Sorrento. Nel 1963, infatti, i fratelli sorrentini, Franco e Peppino Jannuzzi, avevano aperto, proprio in Piazza Tasso, il Fauno Notte Club, il primo night club sorrentino. L’anno successivo, a settembre, il complesso musicale de I Flippers, arrivò a suonare al Fauno Notte Club, con il ventunenne Lucio Dalla, uno degli ultimi componenti della band. Suonava il clarinetto e, da subito, incantò gli avventori del locale notturno con lo scat jazz, cantando in inglese che non è inglese, poiché non conosceva una sola parola di quella lingua. Un episodio rimasto nella memoria collettiva dei sorrentini, come l’allagamento del Fauno Notte Club, dimostrò, sin da subito, la straordinaria e istrionica personalità di questo buffo musicista. Il narratore racconta il suo primo incontro con Dalla, nello studio di Franco Jannuzzi, al Fauno Notte Club, un pomeriggio di fine estate del 1964, con un incredibile epilogo e la profezia di Franco Jannuzzi su quello che sembrava uno zingaro straccione: “Diventerà più famoso di Frank Sinatra!”. La lettura del brano conclusivo del romanzo, consente di rivivere una scena surreale: ogni anno, d’estate, a detta dei sorrentini, un angelo ritorna a Sorrento e scorrazza su un motorino per la città, approdando a Piazza Tasso. Le note di “Se io fossi un angelo” (1986) di Lucio Dalla rendono suggestiva la scena descritta che conclude l’opera narrativa. Numerose sono le citazioni iconografiche e i video: video di Piazza Tasso; immagini della Piazzetta di Capri; video del Vallone dei Mulini; immagini delle mura aragonesi di Piazza Tasso, tra le fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento; immagine dei fratelli Jannuzzi con amici; video dell’insegna del Fauno Notte Club; immagine di Dalla nel Fauno Notte Club; immagine di Dalla con clarinetto su una spiaggia; immagine di Sorrento da Punta Scutolo; immagine del Cantagiro 1963; immagine di Gino Paoli; video di Dalla in concerto che canta lo scatt jazz; video di Chet Baker alla tromba; immagine di Bologna; immagine de La Capannina di Forte dei Marmi; video di Dalla al pianoforte durante un concerto; immagine di Dalla che depone un uovo, gentilmente concessa da Romolo Forlai, amico di Dalla e storico vibrafonista de I Flippers; immagini di Dalla con collane e canotta; immagine di Franco Jan