LUCIO DALLA E SORRENTO TOUR

La splendida copertina, composta dalla designer Teresa Biagioli, si avvale di due elementi, parimenti straordinari e assolutamente inediti: l’immagine di Lucio Dalla, diventata l’icona ufficiale del “Lucio Dalla e Sorrento Tour”, appartenente alla Collezione di Giovanni Russo, immerso nel magico plenilunio delle Isole Li Galli, scattata, nell’estate 2011, dalla grande fotografa Pat Fok Lai-ping; i due versi, sintesi perfetta della poetica dalliana, scritti di pugno da Dalla, alla fine dell’estate 2001, alle Isole Tremiti, su un’agendina del suo fraterno amico di Barletta, Giuseppe Dimiccoli, giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Questi due elementi associati, visivi e concettuali, esaltano la continuità tra l’artista ritratto e il plenilunio alle spalle, quasi che Lucio stia per essere assorbito nella totalità dell’universo, dopo una vita meravigliosa, dedicata alla musica, alla poesia e all’amore verso gli altri. “Lucio si dispose, con il consueto garbo, ad esaudire la richiesta di Pat di fotografarlo nel lucore lunare, di fronte a Positano e, con sullo sfondo, la divina costiera amalfitana, allungata fino alla Punta della Campanella e proiettata sui Faraglioni di Capri. Volle atteggiarsi, tuttavia, a modo suo, con la malinconica ironia di sempre, dipinta sulle labbra, e con gli occhi quasi socchiusi, dietro le lenti: il minuscolo copricapo bianco, preposto a tener fermi quei capelli inargentati dal chiarore lunare, che sembravano veramente suoi; lo sguardo sottile lanciato verso il mistero della vita e della morte; una sigaretta in bocca, stretta tra le dita della mano destra; una trionfante coppia di grandi ciliegie, quasi caravaggesca, pendente dall’orecchio sinistro; la barbetta candida, cenno di antica saggezza; il braccio sinistro aperto, morbidamente appoggiato al legno della balaustra, quasi ad accogliere la realtà, l’umanità, il mondo e l’universo, come aveva fatto sempre, in tutta la vita, trasferendo ciò che gli piaceva nei testi delle sue canzoni; la tuta bianca a proteggergli il corpo, come una morbida corazza.... Per sempre, quell’immagine diverrà quasi profetica, se accompagnata dalle parole che Lucio pronunciò, quella notte, prima di ritirarsi, quasi recitando l’epitaffio della sua vita: abbiamo vissuto insieme giornate meravigliose, seguite da notti del pari meravigliose. Non so se riusciremo a rinnovare, insieme, in futuro, momenti tanto felici, baciati dall’assoluto. Finalmente io ho incontrato la dea Luna, il mistero. In tanti anni, siamo stati insieme pesci del mare, uccelli del cielo e angeli tra gli angeli. Se nascesse ancora Dio, gli ubbidirei, amandolo, ma a modo mio, a modo mio. Sento che un ciclo si sta compiendo. Io sono già pronto, comunque, per l’altro tempo” (da “Caruso The Song - Lucio Dalla e Sorrento” pagg. 498-499).

“Sorrento, la nostra città, vive in una melodia eterna, che l’accompagna da generazioni. Questo è un sentimento che dobbiamo conservare e che abbiamo il dovere, come amministratori e come cittadini, di preservare e di sostenere, perché, con il sentimento e con il cuore, riusciamo a custodire i valori del nostro territorio”. (Giuseppe Cuomo)

“Noi abbiamo il dovere di sostenere, anche con azioni politiche, la tutela del patrimonio culturale Dalla. è un patrimonio di tutti, non soltanto di alcuni. Un patrimonio che non va dilapidato”. (Angelo Riccardi)

“La bellezza di un luogo, come Sorrento, è anche la bellezza degli uomini che abitano quel luogo e lo offrono a chi lo ha scelto, eleggendolo a rifugio dell’anima”. (Aurelio Pace)

“Raffaele Lauro restituisce un senso compiuto a Lucio Dalla. Non si comprende la musica, se non si comprende l’habitat del musicista. Capire la musica significa capire l’ambiente, perché i suoni sono anche l’armonia del paesaggio”. (Vincenzo Scotti)

“I libri di Lauro su Lucio Dalla sono autentiche opere di poesia, racconti poetici di un poeta, biografie interiori, dalle quali viene fuori il cantore e il fanciullo, con i suoi amori, con le sue contraddizioni di uomo e con le sue tante solitudini”. (Massimo Milone)

“Raffaele Lauro è uno di quei pochi intellettuali del Mezzogiorno, il quale, attraverso un solido e abitato senso dello Stato e delle istituzioni, ha sempre coltivato il sentimento delle radici che illimpidisce amicizie, definisce culture, più che erudizioni, e pareggia sentimento e storia”. (Antonio Manzo)

 

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