LUCIO DALLA E SAN MARTINO VALLE CAUDINA - DIALOGHI

La copertina

La copertina della designer Teresa Biagioli coglie Lucio Dalla, la sera del 17 agosto 1986, in un momento storico di una straordinaria vita artistica: mentre, nel tripudio di un’immensa folla di entusiasti ammiratori di San Martino Valle Caudina, fa il suo ingresso sulla spianata, dove, di lì a poco, darà inizio al più celebre dei tanti concerti, tenuti nel bellissimo paese irpino, da lui frequentato in ogni stagione dell’anno. A chiusura di quel concerto, canterà, per la prima volta di fronte ad un vasto pubblico, la sua nuova composizione, “Caruso”, l’inedito per l’album “DallAmeriCaruso”, che, in pochi mesi, lo renderà famoso nel mondo. Il grande artista, dopo una giornata di sole e di mare, in barca, a Sorrento, è stato accompagnato dai più cari amici sorrentini, in auto, nel piccolo paese irpino. È teso ed anche emozionato, perché attende, con trepidazione, la reazione del “suo” pubblico, che considera l’unico giudice, vero, autentico e spontaneo, delle sue canzoni. E del quale, si fida ciecamente. La risposta dei sammartinesi lo commuoverà e lo esalterà: “La folla, di fronte a quella esplosione musicale e sentimentale di pura bellezza, ammutolì, senza mai interrompere l’interpretazione, a differenza di quanto era avvenuto in precedenza. Lucio, in quella magica serata irpina, riuscì a comunicare, dalla prima all’ultima parola, dalla prima all’ultima nota, il suo personale coinvolgimento emotivo, colto dai presenti. Quel coinvolgimento si trasformò in una profonda emozione collettiva, che si sciolse, alla fine, in un applauso interminabile” (da “Caruso The Song - Lucio Dalla e Sorrento”, GoldenGate Edizioni 2015, pag. 246). Nasce, così, un incredibile ponte ideale tra Sorrento, l’angolo vero dell’anima di Dalla, dove ha composto “Caruso”, e San Martino Valle Caudina, terra amatissima, dove riceverà, quella stessa sera, la conferma di aver creato un capolavoro, il “suo” capolavoro. La copertina, di ispirazione pop, vuole esaltare, in una luce di assoluto, proprio il vincolo spirituale, che continua a legare, a quattro anni dalla scomparsa, Lucio Dalla ai sammartinesi, a quelle mani protese, che cercano di toccarlo, quasi si tratti di un’icona sacra. Questa “trasfigurazione” di Lucio Dalla albergherà, per sempre, a San Martino Valle Caudina.

“Come mai San Martino Valle Caudina viene associata a Sorrento? Sorrento è un centro internazionale, tutti lo conoscono, è la vita bella, è il sole, è il mare. Cosa ha da spartire Sorrento con un paese rustico, come il nostro, fuori del grande giro, posto sotto una montagna? Come mai Sorrento si accoppia a San Martino Valle Caudina, nel nome di Dalla? Perché Dalla amava Sorrento, fino a farne l’angolo vero della sua anima, e adorava, nel contempo, questo piccolo borgo, sconosciuto alle carte geografiche? Nella risposta a questi interrogativi, si trova la spiegazione del Mistero Dalla! Dalla aveva il senso panico della vita. Amava la natura, amava le cose, aveva una fantastica curiosità, un genio morboso. Possedeva questa qualità straordinaria, fatta di sensibilità e di amore, che trova pochi riscontri in altri grandi artisti. Visto che abbiamo fissato i due termini di riferimento, Sorrento e San Martino Valle Caudina, qual è l’altro punto di contiguità tra i due luoghi? L’altro punto di contiguità è la continuità dell’amore di Dalla. Dalla non ha mai tagliato i ponti, né con Sorrento, né con San Martino. In ogni periodo, in ogni momento dell’anno o delle stagioni, Dalla era sempre presente e io lo ricordo qui. Lo ricordano i sammartinesi aggirarsi lungo le nostre piccole strade, a curiosare su una rassegna di presepi, che avevamo allestito e, per ognuno di questi presepi, lui aveva una battuta, un motto, una singolare sottolineatura. L’ultimo elemento che mi ha colpito di questo ponte ideale - un ponte ideale, creato da Lucio Dalla, finora sconosciuto, e svelato, magistralmente, dalle due bellissime opere narrative di Raffaele Lauro! - è stato che, a San Martino, come a Sorrento, Dalla non ha mai avuto dei fans. Morandi, De Gregori e Zucchero hanno i fans. Dalla era Lucio, Lucio per tutti! E Lucio, a Sorrento e da noi, non aveva fans, ma soltanto amici”. (Gianni Raviele, San Martino Valle Caudina, 7 agosto 2015)

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